RSA significa Residenza Sanitaria Assistenziale: una struttura non ospedaliera che accoglie persone non autosufficienti, soprattutto anziani, non più assistibili a casa.
In una RSA si vive, ma si ricevono anche cure: assistenza medica e infermieristica, riabilitazione, aiuto nelle attività quotidiane. Le RSA fanno parte dell’assistenza sociosanitaria residenziale prevista dai Livelli essenziali di assistenza (LEA). Le regole di dettaglio, però, le scrive ogni Regione.
RSA in breve
| Voce | Cosa sapere |
|---|---|
| Sigla | Residenza Sanitaria Assistenziale |
| Per chi | Persone non autosufficienti, in prevalenza anziani |
| Che cosa offre | Cure mediche e infermieristiche, riabilitazione, assistenza tutelare, vitto e alloggio |
| Riferimento nazionale | DPCM 12 gennaio 2017 (LEA), art. 30 |
| Chi la gestisce | Enti pubblici, enti privati non profit, religiosi o for profit |
| Chi paga | Nelle RSA convenzionate il Servizio sanitario copre una parte; il resto è a carico dell’ospite o del Comune |
| Come si entra | Valutazione multidimensionale tramite ASL o domanda diretta, secondo la Regione |
| Quanto costa | Tra le RSA censite da sceglirsa che pubblicano la retta, in media circa 69 € al giorno |
Cosa significa la sigla RSA
Le tre lettere descrivono bene la natura della struttura.
“Residenza” perché la persona ci abita, spesso per lungo tempo. “Sanitaria” perché vi lavorano medici, infermieri e terapisti. “Assistenziale” perché garantisce aiuto quotidiano: igiene, pasti, mobilità, compagnia.
Le RSA sono nate a fine anni Ottanta. La legge 67 del 1988, all’articolo 20, ha finanziato la “realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti”. Il DPCM 22 dicembre 1989 ha poi dato alle Regioni gli indirizzi per costruire queste strutture.
Oggi il riferimento principale è il DPCM 12 gennaio 2017 sui LEA. L’articolo 30 descrive l’assistenza residenziale alle persone non autosufficienti e stabilisce quanto paga il Servizio sanitario nazionale. Ogni Regione traduce queste regole in requisiti, tariffe e procedure proprie.
A chi si rivolge una RSA
La RSA è pensata per chi non è più autosufficiente e ha bisogno di assistenza continua. Il caso tipico è un anziano con più malattie croniche, demenza, esiti di ictus o fratture. Spesso la famiglia ha già provato assistenza domiciliare o centro diurno, che non bastano più.
L’articolo 30 dei LEA parla di “persone non autosufficienti”, senza un limite di età. Nella pratica, però, le RSA accolgono soprattutto anziani. Per adulti con disabilità o patologie psichiatriche le Regioni prevedono di solito strutture dedicate.
I dati ISTAT confermano questo quadro. Al 1° gennaio 2024 i posti letto nei presidi residenziali socio-sanitari erano quasi 334 mila. Il 77% di questi era destinato ad anziani non autosufficienti.
Che servizi offre una RSA
I servizi possono variare da Regione a Regione e da struttura a struttura. In genere comprendono:
- assistenza medica: un medico della struttura o il medico di medicina generale segue l’ospite;
- assistenza infermieristica: terapie, medicazioni, controllo dei parametri;
- riabilitazione: fisioterapia per recuperare o mantenere le capacità motorie;
- assistenza tutelare: aiuto per lavarsi, vestirsi, mangiare e muoversi, svolto dagli operatori socio-sanitari;
- servizi alberghieri: camera, pasti, lavanderia, pulizie;
- animazione e socializzazione: attività di gruppo, laboratori, momenti con i familiari.
All’ingresso la struttura valuta la persona e prepara un piano di assistenza individuale. In Lombardia, per esempio, lo chiamano Piano di Assistenza Individuale. Molte RSA riservano anche alcuni posti a ricoveri temporanei, come il ricovero di sollievo.
I LEA distinguono due livelli. I trattamenti “estensivi” sono più intensi, con infermiere presente 24 ore e durata di norma fino a 60 giorni. La “lungoassistenza” riguarda invece la permanenza prolungata, che è il caso più frequente in RSA.
RSA pubblica, convenzionata o privata
Quando si parla di RSA pubblica o privata, si mescolano spesso due aspetti diversi. Il primo è chi gestisce la struttura. Il secondo è se la struttura ha un accordo con il Servizio sanitario regionale.
RSA pubblica. È gestita da un ente pubblico, come un Comune, un’Azienda sanitaria o un’azienda pubblica di servizi alla persona. Secondo ISTAT, al 1° gennaio 2024 il settore pubblico gestiva il 13% dei presidi residenziali.
RSA privata accreditata e convenzionata. È gestita da un ente privato, spesso non profit, ma ha un contratto con la Regione o l’ASL. In questo caso il Servizio sanitario paga una parte della retta, la quota sanitaria. ISTAT indica che il 76% dei presidi è gestito da organismi privati, per oltre la metà non profit.
RSA privata non convenzionata. Non ha posti a contratto con il Servizio sanitario. L’intera retta è a carico dell’ospite o, se ne ha i requisiti, del Comune. Spesso l’ingresso è più rapido, ma il costo è più alto.
Lo stesso schema vale in Lombardia. Nelle RSA con contratto con l’ATS una parte dei costi è coperta dal Fondo sanitario regionale. Senza contratto, i costi sono interamente a carico degli ospiti o dei Comuni.
Come si accede a una RSA
Le procedure dipendono dalla Regione. Per i posti convenzionati serve quasi sempre una valutazione multidimensionale. La fanno i servizi dell’ASL insieme al medico di famiglia e ai servizi sociali.
In alcune Regioni la domanda si presenta direttamente alla struttura scelta, come in Lombardia. In altre passa dall’ASL o dal distretto sanitario, che gestisce una lista d’attesa. Se la persona è in ospedale, il percorso può partire dalle dimissioni protette.
Tutti i passaggi sono spiegati nella guida su come entrare in una RSA convenzionata.
Quanto costa una RSA
La retta di una RSA ha due componenti. La quota sanitaria copre le cure ed è pagata dal Servizio sanitario nei posti convenzionati. La quota sociale, o alberghiera, copre vitto, alloggio e servizi ed è a carico dell’ospite.
Per la lungoassistenza, i LEA prevedono che il Servizio sanitario copra il 50% della tariffa giornaliera. Tra le RSA che pubblicano la retta, sceglirsa rileva una media di circa 69 € al giorno, calcolata su 916 rette. Il valore cambia molto tra Regioni, città e tipi di camera.
Approfondisci nelle guide su quanto costa una RSA e su chi paga la RSA, che spiega anche il ruolo del Comune.
RSA e casa di riposo: la differenza
RSA e casa di riposo vengono spesso confuse, ma non sono la stessa cosa. La casa di riposo accoglie in genere anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti. Offre soprattutto alloggio, pasti e assistenza di base.
La RSA, invece, accoglie persone non autosufficienti e garantisce assistenza sanitaria continua. Anche i nomi cambiano da Regione a Regione, per esempio residenza protetta o casa protetta. Conta sempre il tipo di autorizzazione della struttura, non il nome.
Trovi un confronto completo nella guida sulla differenza tra RSA e casa di riposo. Puoi anche consultare le schede RSA e case di riposo, o l’elenco di tutte le tipologie di strutture.
Quante RSA ci sono in Italia
Non esiste un unico elenco nazionale delle RSA aggiornato e aperto. ISTAT conta tutti i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari. Al 1° gennaio 2024 erano 12.987, con 425.780 posti letto e 385.871 ospiti.
L’offerta è molto diversa sul territorio. Nel Nord-Est ci sono 10,5 posti letto ogni 1.000 residenti, nel Sud solo 3,4.
sceglirsa censisce 2.258 strutture classificate come RSA in 1.436 comuni (dati sceglirsa, ottobre 2026). Puoi cercarle sulla mappa o partire dalle grandi città: Milano, Roma, Torino e Napoli. Come raccogliamo i dati è spiegato nella pagina sulla metodologia.
Altri significati di RSA
La sigla RSA si usa anche in altri ambiti.
Nel diritto del lavoro indica la rappresentanza sindacale aziendale, prevista dall’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori. In informatica RSA è un noto algoritmo di crittografia. In questa guida RSA significa sempre Residenza Sanitaria Assistenziale.
Domande frequenti
Cosa vuol dire RSA?
RSA vuol dire Residenza Sanitaria Assistenziale. È una struttura residenziale che offre cure sanitarie e assistenza continua a persone non autosufficienti, in gran parte anziani.
Chi può entrare in una RSA?
Può entrare chi non è autosufficiente e non può essere assistito a casa. Per un posto convenzionato serve di solito la valutazione dei servizi dell’ASL. Nelle RSA private si può fare domanda direttamente alla struttura.
Una RSA accoglie anche persone autosufficienti?
In genere no: la RSA è pensata per chi non è autosufficiente. Le persone autosufficienti trovano di solito risposta in case di riposo, comunità alloggio o altre soluzioni residenziali previste dalla Regione.
Che differenza c’è tra RSA pubblica e RSA convenzionata?
La RSA pubblica è gestita da un ente pubblico. La RSA convenzionata può essere privata, ma ha un contratto con il Servizio sanitario, che paga la quota sanitaria. Per la famiglia, spesso conta più la convenzione che chi gestisce la struttura.
La RSA è gratuita?
No, quasi mai. Nei posti convenzionati il Servizio sanitario copre la quota sanitaria, ma la quota sociale resta a carico dell’ospite. Se il reddito non basta, il Comune può intervenire in base all’ISEE e alle regole locali.
Quanto si paga in media in RSA?
Tra le RSA censite da sceglirsa che pubblicano la retta, la media è circa 69 € al giorno, su 916 rette. Le differenze tra territori e tra strutture sono ampie. Conviene sempre chiedere la retta aggiornata e cosa comprende.
Si può stare in RSA solo per un periodo breve?
Sì, molte RSA offrono ricoveri temporanei, per esempio di sollievo o dopo un ricovero ospedaliero. Disponibilità e costi dipendono dalla Regione e dalla struttura.
RSA e casa di riposo sono la stessa cosa?
No. La RSA garantisce assistenza sanitaria continua a persone non autosufficienti. La casa di riposo offre soprattutto alloggio e assistenza di base a persone più autonome.
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Fonti
- DPCM 12 gennaio 2017, Livelli essenziali di assistenza (Gazzetta Ufficiale)
- DPCM 12 gennaio 2017, art. 30 – Assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti
- Legge 11 marzo 1988, n. 67 (testo)
- Regione Piemonte, Bollettino Ufficiale: riferimenti a legge 67/1988 art. 20 e DPCM 22 dicembre 1989
- Regione Lombardia, Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)
- ISTAT, Le strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie al 1° gennaio 2024
- Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), art. 19 – Normattiva
Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e aggiornate a ottobre 2026. Regole, tariffe e procedure cambiano da Regione a Regione: per il tuo caso verifica con l’ASL, il Comune o la struttura.