In breve: “ospizio” è una parola antica che oggi si usa solo nel linguaggio comune. Nessuna legge attuale la usa per indicare una struttura per anziani. Quando una famiglia cerca un ospizio, di solito ha bisogno di una RSA, se l’anziano non è autosufficiente, oppure di una casa di riposo, se è ancora abbastanza autonomo. Esistono poi soluzioni più piccole o più leggere: comunità alloggio, alloggi protetti e centri diurni.
La scelta dipende soprattutto da una domanda: quanto aiuto serve, e quanta assistenza sanitaria? Da qui dipendono anche chi paga e come si entra. Sotto trovate cosa corrisponde oggi al vecchio ospizio, come capire quale struttura serve e come cercarne una vicino a casa.
Da dove viene la parola “ospizio”
“Ospizio” viene dal latino hospitium, cioè ospitalità, alloggio. Per secoli ha indicato un luogo di accoglienza per viaggiatori e pellegrini, spesso gestito da ordini religiosi. Più tardi ha preso il significato di istituto che accoglie persone povere e senza alloggio, soprattutto anziani.
Il Vocabolario Treccani ricorda che, per la connotazione negativa del termine, oggi si preferiscono nomi come casa di riposo o pensionato. L’espressione “finire all’ospizio”, infatti, evocava anche il ridursi in miseria da vecchi.
Le strutture di oggi sono un’altra cosa. Sono autorizzate dalla Regione, devono rispettare requisiti minimi su personale e ambienti, e molte lavorano in accordo con il Servizio sanitario. Per questo, quando parlate con un medico, un’assistente sociale o una struttura, conviene usare i nomi attuali. Vi capiranno meglio e riceverete risposte più precise.
Cosa corrisponde oggi all’ospizio
Le strutture per anziani si dividono in due grandi famiglie. Le strutture sociosanitarie uniscono alloggio e assistenza sanitaria. Le strutture socio-assistenziali offrono soprattutto alloggio, pasti e aiuto nella vita quotidiana. La legge nazionale chiede un’autorizzazione sia per le strutture sanitarie sia per quelle sociosanitarie residenziali (decreto legislativo 502 del 1992, articolo 8-ter).
| Nome attuale | Per chi | Assistenza sanitaria | Chi paga di solito |
|---|---|---|---|
| RSA | Anziani non autosufficienti che non possono essere assistiti a casa | Medica, infermieristica e riabilitativa | SSN il 50% della tariffa nei posti convenzionati di lungoassistenza, il resto l’ospite |
| Casa di riposo | Anziani autosufficienti o parzialmente non autosufficienti | Bassa: quella del medico di famiglia | L’ospite, a volte con un contributo del Comune |
| Residenza o casa protetta | Anziani non autosufficienti | Media o alta, secondo la regione | Come la RSA nei posti accreditati |
| Comunità alloggio | Piccoli gruppi di anziani con autonomia ridotta | Bassa | L’ospite, con eventuale contributo del Comune |
| Alloggio protetto | Anziani autonomi che vogliono vivere in modo indipendente | Bassa o assente | L’inquilino |
| Centro diurno | Anziani che restano a casa ma hanno bisogno di aiuto di giorno | Variabile | Nei centri per non autosufficienti SSN il 50% della tariffa |
| Hospice | Persone nella fase terminale di una malattia | Cure palliative 24 ore su 24 | Interamente il Servizio sanitario |
RSA
La RSA, residenza sanitaria assistenziale, è quella che più spesso le persone chiamano “ospizio” quando pensano a un anziano non autosufficiente. Offre alloggio, aiuto nelle attività quotidiane e assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. Se il nome vi è nuovo, partite dalla guida su cosa significa RSA. L’elenco delle residenze è nella sezione RSA.
Casa di riposo
La casa di riposo accoglie anziani ancora abbastanza autonomi, che non possono o non vogliono più vivere da soli. Il decreto ministeriale 308 del 2001 la descrive come struttura “a prevalente accoglienza alberghiera”, a bassa intensità assistenziale. È il significato più vicino al vecchio ospizio. Le strutture sono nella sezione case di riposo. Le differenze con la RSA sono spiegate nella guida su RSA e casa di riposo.
Residenza protetta e casa protetta
Sono nomi usati in diverse regioni per strutture che accolgono anziani non autosufficienti. In molti casi svolgono lo stesso ruolo delle RSA. In Emilia-Romagna, per esempio, la casa-residenza per anziani non autosufficienti (CRA) comprende le ex case protette e le ex RSA. Le trovate nella sezione residenze per non autosufficienti.
Comunità alloggio e alloggi protetti
La comunità alloggio, o casa famiglia per anziani, è una piccola residenza simile a una casa. Il decreto 308 del 2001 prevede per le comunità di tipo familiare al massimo sei ospiti, ma le Regioni possono stabilire regole diverse. Gli alloggi protetti sono invece veri appartamenti indipendenti, con spazi comuni e servizi di supporto. Vedete le sezioni comunità alloggio e alloggi protetti.
Centri diurni e hospice
Non sono residenze. Al centro diurno l’anziano passa la giornata, con assistenza, pasti e attività, e la sera torna a casa. L’hospice è una struttura di cure palliative per persone nella fase terminale di una malattia, a totale carico del Servizio sanitario.
Casa di cura e casa di riposo non sono la stessa cosa
Molti cercano “case di cura per anziani” pensando a una casa di riposo o a una RSA. In senso tecnico, però, la casa di cura è un’altra cosa. È una struttura sanitaria privata di ricovero, una clinica, dove si va per curare una malattia o per la riabilitazione, non per viverci.
Il Ministero della Salute conta i posti letto delle case di cura private accreditate insieme a quelli degli ospedali. Per le strutture di ricovero ospedaliero la legge prevede un’autorizzazione specifica, distinta da quella delle strutture residenziali (decreto legislativo 502 del 1992, articolo 8-ter). Una casa di cura può essere accreditata con il Servizio sanitario, e allora il ricovero è coperto come in ospedale, oppure lavorare solo privatamente.
Cosa significa per voi, in pratica:
- Il ricovero in casa di cura è temporaneo. Dura il tempo delle cure o della riabilitazione, poi la persona viene dimessa.
- Non è una sistemazione stabile. Se dopo la casa di cura l’anziano non può tornare a casa, serve una RSA o un’altra struttura residenziale.
- Quando sentite “casa di cura”, chiedete sempre di cosa si tratta. Alcune strutture usano il nome in modo generico. Domandate se è una struttura sanitaria per acuti o riabilitazione, oppure una residenza per anziani.
Se l’anziano esce da un ricovero e non può tornare a casa, leggete la guida sulle dimissioni protette.
Come capire quale struttura serve
Il primo criterio è il grado di autonomia. Ecco una traccia per orientarvi.
- È autonomo, ma soffre di solitudine o non è più sicuro da solo. Si lava, si veste e si muove senza aiuto. Valutate una casa di riposo, una comunità alloggio o un alloggio protetto.
- Ha bisogno di aiuto in alcune attività, ma la famiglia c’è la sera. Un centro diurno può bastare, almeno per un periodo.
- Ha bisogno di aiuto per quasi tutto, o di cure infermieristiche frequenti. Medicazioni, ossigeno, diabete instabile, demenza con disturbi del comportamento: serve una RSA o una residenza per non autosufficienti.
- Esce da un ricovero e deve recuperare. Prima della dimissione chiedete al reparto se è indicata la riabilitazione, magari in una casa di cura, o un ricovero temporaneo.
- La malattia è in fase terminale. Chiedete al medico di attivare le cure palliative, a casa o in hospice.
Il passo che chiarisce davvero la situazione è la valutazione multidimensionale. La fa un’équipe dell’ASL, con medico, infermiere e assistente sociale, e stabilisce quanto aiuto serve. È necessaria per avere un posto convenzionato in RSA o in centro diurno, ma è utile anche solo per capire. Per avviarla rivolgetevi al medico di famiglia, ai servizi sociali del Comune o allo sportello unico dell’ASL. Il percorso è spiegato nella guida su come entrare in una RSA convenzionata.
Chi paga
Dipende dal tipo di struttura e dal posto: convenzionato o privato.
- RSA e residenze per non autosufficienti. Nei posti convenzionati, dopo la valutazione, il Servizio sanitario paga la quota sanitaria. Per la permanenza stabile, chiamata lungoassistenza, i Livelli essenziali di assistenza la fissano al 50% della tariffa giornaliera (DPCM 12 gennaio 2017, articolo 30). L’altra metà, la quota sociale, è a carico dell’ospite. Nei posti privati la retta è tutta a carico della famiglia.
- Casa di riposo, comunità alloggio, alloggi protetti. Sono servizi sociali. La retta è di norma a carico dell’ospite. Se il reddito non basta, il Comune può contribuire secondo le proprie regole e l’ISEE.
- Centri diurni per non autosufficienti. I LEA prevedono che il Servizio sanitario paghi il 50% della tariffa giornaliera.
- Hospice. Nessuna retta: è a totale carico del Servizio sanitario (DPCM 12 gennaio 2017, articolo 31).
L’indennità di accompagnamento dell’INPS, se riconosciuta, può aiutare a pagare la retta. Spetta agli invalidi civili totali che non possono camminare o compiere gli atti quotidiani senza assistenza continua, e non dipende dal reddito né dall’età. Il pagamento viene sospeso solo in caso di ricovero a totale carico dello Stato per più di 29 giorni.
I dettagli su quote, ISEE e contributi sono nelle guide su quanto costa una RSA e su chi paga la RSA.
Come trovare una struttura per anziani vicino a casa
Chi cerca “ospizi vicino a me” vuole di solito due cose: una struttura raggiungibile dalla famiglia e un posto libero in tempi ragionevoli. Ecco come procedere.
- Partite dalla mappa. Sulla mappa delle strutture vedete RSA, case di riposo e le altre strutture del vostro comune e dei dintorni. Potete anche cercare per nome o per comune.
- Scegliete prima la tipologia. Guardate solo le strutture adatte al grado di autonomia del vostro familiare. Una casa di riposo, di solito, non può seguire una persona non autosufficiente.
- Contattate più strutture. Chiedete disponibilità, tempi di attesa e retta. Con “Chiedi a tutte” potete mandare una sola richiesta a più strutture.
- Chiedete per iscritto cosa è compreso. Pasti, lavanderia, farmaci, ausili, trasporti: domandate cosa è incluso nella retta e cosa si paga a parte.
- Verificate autorizzazione e posti convenzionati. Chiedete se la struttura è autorizzata dalla Regione e se ha posti accreditati con l’ASL.
- Visitate di persona. Guardate gli spazi, parlate con il personale, chiedete come si organizza la giornata. Se potete, tornate in un orario diverso.
Ricordate che i nomi cambiano da regione a regione. Quando cercate fuori dalla vostra zona, non fermatevi al nome: chiedete a chi si rivolge la struttura e quale personale sanitario è presente.
Domande frequenti
Esistono ancora gli ospizi?
Non con questo nome. “Ospizio” è un termine storico e colloquiale, che non corrisponde a nessuna tipologia della normativa attuale. Oggi si parla di RSA, case di riposo, residenze protette, comunità alloggio e alloggi protetti.
Ospizio e RSA sono la stessa cosa?
Non esattamente. Chi dice “ospizio” può intendere una RSA o una casa di riposo. La RSA è per anziani non autosufficienti e offre assistenza sanitaria continua. La casa di riposo è per anziani più autonomi.
Che differenza c’è tra casa di cura e casa di riposo?
La casa di cura, in senso tecnico, è una struttura sanitaria privata di ricovero, dove si va per curarsi o per la riabilitazione. La casa di riposo è una residenza dove l’anziano vive stabilmente, con alloggio, pasti e aiuto quotidiano.
Quanto costa un ospizio?
Dipende dalla struttura, dalla regione e dal tipo di posto. Nelle RSA convenzionate il Servizio sanitario paga la quota sanitaria e l’ospite la quota sociale. Nelle case di riposo e nei posti privati la retta è a carico della famiglia, salvo contributi del Comune.
Come si entra in una struttura per anziani?
Per un posto convenzionato in RSA serve la valutazione multidimensionale dell’ASL, che si avvia dal medico di famiglia o dai servizi sociali. Per un posto privato o una casa di riposo, di solito, basta fare domanda alla struttura.
Come trovo una casa per anziani vicino a me?
Usate la mappa delle strutture e filtrate per tipologia. Poi contattate più strutture per conoscere posti liberi, retta e tempi di attesa, e visitate quelle che vi interessano.
Avete dubbi su quale struttura serve? Potete scriverci: sceglirsa è una guida indipendente e non gestisce strutture.
Fonti
- Vocabolario Treccani, voce “ospizio”
- D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, art. 8-ter: autorizzazioni alle strutture sanitarie e sociosanitarie (Normattiva)
- Ministero della Salute, Open Data: posti letto per stabilimento ospedaliero e disciplina 2023 (comprende le case di cura private accreditate)
- DPCM 12 gennaio 2017, art. 30: assistenza residenziale e semiresidenziale ai non autosufficienti (Gazzetta Ufficiale)
- DPCM 12 gennaio 2017, art. 31: cure palliative in hospice (Gazzetta Ufficiale)
- D.M. 21 maggio 2001, n. 308: requisiti minimi delle strutture residenziali e semiresidenziali
- Regione Emilia-Romagna, Casa residenza per anziani non autosufficienti (ex RSA, Casa protetta)
- INPS, Indennità di accompagnamento agli invalidi civili
Le informazioni di questa guida sono generali e aggiornate a ottobre 2026. Nomi, requisiti e quote cambiano da regione a regione: per il vostro caso rivolgetevi all’ASL, ai servizi sociali del Comune o alla struttura.