In breve: il ricovero di sollievo è un soggiorno breve e programmato in RSA per una persona non autosufficiente che di solito vive a casa. Serve a dare una pausa a chi la assiste, per riposo, malattia o impegni. Durata, costi e modalità di richiesta cambiano molto da regione a regione: in molti territori si va da 3 settimane a 60 giorni l’anno.
Cos’è il ricovero di sollievo
Il ricovero di sollievo è un ricovero temporaneo in una struttura residenziale, di solito una RSA. Non è un ingresso definitivo: alla fine del periodo la persona torna a casa. Se hai dubbi sulla differenza tra le strutture, leggi cos’è una RSA e la differenza tra RSA e casa di riposo.
A livello nazionale, i Livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017, art. 30) includono tra le cure residenziali per le persone non autosufficienti anche gli “interventi di sollievo per chi assicura le cure”. Lo stesso articolo prevede il sollievo anche nei servizi semiresidenziali, come i centri diurni.
Le regole pratiche, però, le decidono Regioni, ASL e Comuni. Per questo lo stesso servizio può chiamarsi “ricovero temporaneo”, “posto di sollievo” o “pausa di sollievo”.
A chi spetta
Di norma il ricovero di sollievo è pensato per anziani non autosufficienti assistiti in famiglia. Il motivo è un evento che mette in difficoltà temporanea chi se ne prende cura.
La Regione Piemonte, per esempio, cita come casi tipici:
- la malattia del familiare che assiste;
- le ferie di chi assiste;
- la chiusura estiva dei servizi;
- i lavori di adeguamento della casa.
Nei posti convenzionati con l’ASL serve quasi sempre una valutazione multidimensionale. A seconda della regione la fa l’UVG (Unità di valutazione geriatrica) o l’UVM (Unità di valutazione multidimensionale). A Firenze, ad esempio, il sollievo viene inserito nel progetto assistenziale personalizzato (PAP) definito dall’UVM.
Quanto dura
Non esiste una durata unica valida in tutta Italia. Ecco alcuni esempi verificati, che mostrano quanto cambiano le regole.
| Regione / ente | Durata | Come si chiede | Fonte |
|---|---|---|---|
| Piemonte | Massimo 30 giorni nell’anno solare, anche non continuativi, in strutture convenzionate | Valutazione UVG: domanda allo Sportello unico/PUA, ai servizi sociali o al Distretto ASL | Regione Piemonte |
| Firenze (Toscana) | Massimo 60 giorni nell’arco di un anno, occasionali o periodici | Previsto nel PAP definito dall’UVM; la durata effettiva la fissa il servizio sociale | Regolamento SdS Firenze |
| Trento (sollievo estivo 2026) | Un solo periodo di 21 giorni, tra il 16 giugno e il 30 settembre | Idoneità UVM e manifestazione di interesse al Comune in aprile, online o allo sportello | Comune di Trento |
| Gonzaga (Mantova, Lombardia) | Fino a 60 giorni, prorogabili di altri 30 se il posto è libero | Domanda diretta alla struttura, con scheda clinica del medico | Carta dei servizi 2026 della struttura |
Due consigli pratici. Chiedi sempre se i giorni si possono dividere in più periodi. E chiedi se esiste un tetto annuale, perché in molti territori il conteggio riparte ogni anno.
Quanto costa
Anche il costo dipende dal territorio e dal tipo di posto. I LEA stabiliscono che, per l’assistenza residenziale di lungo periodo, il Servizio sanitario nazionale copre il 50% della tariffa giornaliera. Il resto è la quota sociale, a carico della persona o, se il reddito non basta, in parte del Comune.
Due esempi concreti mostrano la differenza:
- Unione dei Comuni del Distretto Ceramico (Modena, Emilia-Romagna): nel 2026 la retta per il ricovero di sollievo in CRA è di 30,60 euro al giorno, senza bisogno di ISEE. Il contributo comunale alla retta, però, esclude i ricoveri di sollievo.
- RSA di Gonzaga (Mantova, Lombardia): i posti di sollievo sono solo autorizzati, non accreditati. Il costo è tutto a carico della famiglia: 91 euro al giorno nel 2026, più una cauzione di 500 euro.
Prima di firmare chiedi sempre cosa è compreso nella retta. Nell’esempio lombardo, farmaci, pannoloni, trasporti e visite specialistiche non sono inclusi. Per un quadro generale leggi la guida sul costo delle RSA e quella su chi paga la RSA.
Come richiederlo
La strada cambia a seconda che tu cerchi un posto convenzionato o privato.
Posto convenzionato o accreditato. In genere si parte dal medico di famiglia o dai servizi sociali del Comune, che attivano la valutazione. In Piemonte la domanda di valutazione si presenta allo Sportello unico o PUA, ai servizi sociali o al Distretto sanitario. Servono, tra l’altro, l’impegnativa del medico, la scheda sanitaria e la richiesta ISEE.
Posto privato o solvente. Ci si rivolge direttamente alla struttura. In Lombardia, per esempio, la Regione indica di contattare direttamente la RSA scelta. Di solito servono un modulo della struttura e una scheda clinica compilata dal medico.
Muoviti con anticipo. Le valutazioni possono richiedere settimane: in Piemonte l’UVG ha fino a 90 giorni per esprimersi. Alcuni Comuni, come Trento, aprono le domande per l’estate solo per pochi giorni in primavera.
Se il bisogno nasce da un ricovero in ospedale, parla subito con il reparto e leggi la guida sulle dimissioni protette. Per l’accesso ordinario ai posti pubblici trovi i passaggi nella guida su come entrare in una RSA convenzionata.
Se non c’è un posto convenzionato: i posti privati
I posti di sollievo convenzionati sono spesso pochi, soprattutto d’estate. Se non ci sono, molte RSA accettano ricoveri brevi a pagamento pieno.
Il modo più rapido è chiedere a più strutture contemporaneamente. Cerca le RSA della tua zona sulla mappa o nelle pagine dei comuni, come RSA a Milano o RSA a Roma. Usa il pulsante “Confronta” per mettere a fianco le strutture e “Chiedi a tutte” per inviare una sola richiesta di disponibilità a più RSA insieme.
Quando chiedi un preventivo, fai sempre queste domande:
- quanti giorni minimi e massimi accettate;
- retta giornaliera e cauzione;
- cosa non è compreso (farmaci, ausili, trasporti);
- se la persona mantiene il proprio medico di famiglia.
Puoi trovare altre informazioni sulla tipologia RSA. Se ti serve aiuto, scrivici dalla pagina contatti.
Come prepararsi al ricovero di sollievo
Un buon ingresso riduce lo spaesamento, soprattutto per chi ha una demenza. Ecco alcuni consigli pratici, da adattare alle indicazioni della struttura.
Documenti: tessera sanitaria, documento d’identità, codice fiscale, eventuale esenzione ticket. Porta anche la scheda clinica o la lettera del medico.
Salute: elenco aggiornato dei farmaci con dosi e orari, ultimi esami, eventuali allergie. Chiedi alla struttura se i farmaci vanno portati da casa.
Vita quotidiana: abiti comodi e segnati con il nome, scarpe chiuse, occhiali, protesi dentarie, apparecchi acustici e caricabatterie. Aggiungi un oggetto familiare, come una foto o una coperta.
Informazioni per il personale: abitudini, orari del sonno, cibi graditi, come calmarlo nei momenti difficili. Una pagina scritta da te aiuta molto gli operatori.
Infine, concediti davvero la pausa. Il sollievo serve anche a te, per recuperare energie.
Domande frequenti
Il ricovero di sollievo è gratuito?
Di solito no. Nei posti convenzionati la famiglia paga in genere la quota sociale; nei posti privati paga l’intera retta. Nel Distretto Ceramico (Modena) nel 2026 la retta di sollievo è di 30,60 euro al giorno.
Quanti giorni all’anno si possono fare?
Dipende dal territorio. In Piemonte il limite è di 30 giorni nell’anno solare, a Firenze di 60 giorni nell’anno. A Trento il sollievo estivo 2026 prevedeva un periodo di 21 giorni.
Serve l’ISEE?
Per i posti convenzionati spesso sì, perché incide sulla quota a carico. Ci sono eccezioni: nel Distretto Ceramico la retta di sollievo non richiede ISEE. Chiedi ai servizi sociali del tuo Comune.
Il ricovero di sollievo si può ripetere?
In molti casi sì. A Firenze il PAP può prevedere ricoveri di sollievo occasionali o periodici, ripetibili di anno in anno.
Durante il ricovero si cambia il medico di famiglia?
Dipende dal tipo di posto. Nell’esempio della RSA di Gonzaga, nei posti di sollievo la persona mantiene il proprio medico di famiglia e la residenza. Chiedilo sempre alla struttura.
Esiste anche un sollievo senza ricovero?
Sì. I LEA prevedono interventi di sollievo anche nei servizi semiresidenziali, come i centri diurni. La persona passa lì la giornata e la sera torna a casa.
Fonti
- DPCM 12 gennaio 2017 – Livelli essenziali di assistenza (testo integrale, art. 30)
- Regione Piemonte – Interventi socio-sanitari per anziani
- SdS Firenze – Regolamento per l’ospitalità di persone anziane o adulte con disabilità in RSA
- Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – Interventi di assistenza economica e compartecipazione 2026
- Carta dei servizi RSA e posti letto di sollievo 2026 – Fondazione Ospedale Civile di Gonzaga (ATS Val Padana)
- Regione Lombardia – Residenze sanitarie assistenziali (RSA)
- Comune di Trento – Posti letto di sollievo estivo nelle Rsa cittadine, settanta le disponibilità per il 2026
- Comune di Trento – Accoglienza temporanea in Rsa, posti di sollievo
Le informazioni di questa guida sono generali e aggiornate a ottobre 2026. Regole, durate e rette cambiano spesso: verifica sempre con ASL, Comune o struttura prima di decidere.